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Il gruppo e l`improvvisazione
La vitalità scenica è un`alchimia che si trasmette dal singolo attore al gruppo di lavoro e viceversa.
I principi del *Serendip* si trasferiscono quasi naturalmente dal lavoro personale a quello di gruppo. In tal modo la lettura di una scena diventa una struttura di nodi di contenuto e drammaturgici, che può essere attraversata dagli attori in libertà, senza il vincolo di una ripetizione coatta di movimenti, emozioni, gesti, intonazioni, che porta inevitabilmente, con il tempo alla sclerosi ed alla morte della vita scenica.
Il nostro modo di intendere l`improvvisazione non implica in ogni caso la totale reinvenzione del percorso dell`attore ogni sera, ma tende a lasciare il campo libero a quella *micromobilità* che nasce dalla presenza reale dell`attore, anima e corpo , nel proprio ruolo, in perfetta armonia con l`analisi del testo, la comprensione del personaggio ed il lavoro concordato col regista e coi compagni.


…Fate che (il teatro) introduca senza travisarlo, l`elemento soprannaturale; che elevi l`azione dai puri dati materiali a quelli psicologici, e renda udibili alle orecchie dell`animo, se non a quelle del corpo, *il solenne, ininterrotto sussurrare dell`uomo e del suo destino*, che indichi gli incerti, dolorosi passi dell`essere umano, mentre si avvicina – o si discosta smarrito- alla sua verità, alla sua bellezza, e al suo Dio.*...


La danza di serendip
Danzare in un vortice di scambio continuo tra le nostalgie del corpo ed i sogni della mente. Muovere il corpo, dapprima lentamente, per immergerlo del tutto nel flusso dell`esperienza: entrare in una condizione di interezza tale, che la narrazione dell`azione e quella del corpo non possano più scindersi.
Come un`immagine interna può trasformarsi in un impulso fisico senza cadere nella descrizione?
Può il corpo aderire all`immaginario dell`attore senza divenire schiavo dell`onnipotenza dell`immaginario stesso?
E` possibile creare trame affidandosi alle memorie che un corpo in movimento può evocare?
L`attore può arrivare al punto di essere in grado di improvvisare ogni sera un intero spettacolo partendo sempre dallo stessa tema dato?
Come un training può aiutare un attore ad essere creativo anche all`interno della struttura più rigida?

L`oggetto della ricerca del Teatro dei Naviganti è sostanzialmente la vita dell`attore nel momento dell`atto scenico. Come può questa vita fluire costantemente, se non attraverso la totale presenza ed organicità dell`attore in azione?
A questi obiettivi si rivolge quindi il training personale che il Teatro dei Naviganti propone ai propri attori come agli allievi del laboratorio.
Il training personale viene chiamato La danza di Serendip, alludendo all`antica favola che racconta le avventure dei tre giovani principi di Serendip, abilissimi nel trovare, per caso e per sagacia, cose che non avevano cercato. Ma questa abilità presuppone presenza ed ascolto costanti e , naturalmente, la disponibilità ad accettare la *fecondità dell`errore*, che apre nuove strade, le quali spesso si discostano dall`idea di partenza, ma che si rivelano in molti casi più corrette perché più aderenti alla realtà dei fatti.


 
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